TURILLU U RACCUIOTTU

IMPARARE LA TRECCANI A MEMORIA

ARIEL e CALIBAN

Ariel, lo spirito Dell'isola che ne La Tempesta di Shakespeare, serve il saggio Prospero con la sua leggera ah ariosa, ah frizzante, ah dispettosa, ah vitalità - dopo esser stato tirato fuori dal tronco di pino in cui urlava prigioniero.

Caliban, il mostro deforme, figlio di strega argh iracondo, argh ingovernabile, argh irriconoscente, argh tronco secco,  allevato da Prospero da cui ha appreso a parlare...solo per maledire argh e insultare argh imprecare.

Due energie vitali complementari. Asservite entrambe al talento, al controllo di Prospero.

Ariel vita che si libra. Caliban vita che si sfibra.

Tratti d'animo che si ritrovano nelle persone che incrociamo ogni giorno. Tratti si manifestano in noi, talvota. Talvolta Ariel, col gioco, quello della risposta immediata del "dai e vai". Altre Caliban, legnoso, scontento. Ma altrettanto vitale e potente.

A governarli Prospero. Il principio della nostra saggezza, della ricerca dell'equilibrio e della conoscenza.

OGGI SONO CALIBAN

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