TURILLU U RACCUIOTTU

IMPARARE LA TRECCANI A MEMORIA

LA TRAMPOLAGGINE

Il contagio è in atto! Stiamo per mutare la nostra anatomia e, di conseguenza, la nostra visione del mondo. Dopo la visita a Modena abbiamo ricevuto un colpo di defibrillatore morale!TRAMPOLI! TRAMPOLERIA!

TRAMPOLAGGINE!

E trampolaggine sia...
Da buon Geppetto sono andato a scegliermi, con l'ausilio di mio padre, degno figlio di falegname, il mio ceppo per pinocchio: un tavolone di pino, scelto tra svariati nodosi, maccagnadi, storti...ho trovato il tronco giusto.
Poi assieme a Marcello, con l'aiuto di Ninì Cipullitta, falegame di vecchia scuola, cassamortaro (dovrei essere un po' scaramantico?) , abbiamo estratto dal crudo tavolone di 270 cm x 20,5 cm x 5 cm...le nostre aste da 135...per i nostri trampoli da 85 cm sul livello del mare...

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(Questa foto ricorda il primo incontro ravvicinato con la trampolaggine...con Roberta Mercanti. Pre la foto si ringrazia Rà)

Nel vecchio laboratorio di mio nonno, con un via vai di passanti ed "esperti" che dicevano la loro e tra mille toccate scaramantiche, protettive, abbiamo realizzato i primi 2 prototipi della trampoleria novarese moderna!
Poi grazie a 'Ntori u Furgiau abbiamo completato la nostra opera coi sostegni in ferro per le ginocchia.

I vecchi del paese si ricordano i trampoli da lavoro, per attraversare i torrenti, coi sostegni fino alle ascelle. Vediamo di far ripartire la tradizione.
MAGARI AI NOVARESI POTREBBE SERVIRE TROVARE NUOVI PUNTI DI VISTA SUL MONDO!!!

Marcello già ci trotta, va verso il galoppo!
Intanto da attore cercherò di usare la trampolaggine come un MEZZO, non come un fine, per arricchire la mia presenza.

Buoni nuovi punti di vista a tutti!!!
Se volete trampoleggiare pure voi fatevi sentire: si realizzano trampoli su misura, varette e altri atti di Carpenteria.
                                                                  savo                                                                                            

IN VOLO COL VENTO

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Domenica 16 andrò a ferrara a sentire, vedere godere i dEUS, un gruppo che mi ha accompagnato da lontano come uno scirocco che porta polline di palme e idee stravaganti attraverso il deserto e il mare nostro. Loro vengono dal Belgio, ma come il vento del sud-est portano sentori lontani.

Il 17, con i più svariati treni merce, tornerò verso il sud, verso la radice dello scirocco, verso la terra che non mi attende, ma in cui ho un posto , ancora.

Poi sarà estate. Quella che sempre accelera gli incontri, che mischia i venti, scalda quelli freddi e mitiga i caldi. Al sud, vicino al mare.

Poi sarà incontro con gli amici di Novara, che vorrebbero essere gruppo, ma spesso non sanno come fare, non sanno come esporsi senza perdere le apparenze...

Poi sarà Marcello, Peppe Buemi, Graziella, Cristina, Renato, Daniela, poi sarà la mia famiglia. Da rendere fertile, da curare, da amare e non capire.

Al nord lascio i passi incerti della Compagnia (li ritroverò al sud, ad Alcamo!), lascio Francesco che cresce, Valeria che si farà attrice, Lorenzo che subisce l'aria satura di fumi, ma riesce ad accenderti con un sorriso, lascio Erika che sogna una famiglia (non perda la sua voce che ci racconta frammenti del canto del mondo).

Al nord lascio Franca, Elisa, Sara, Erica di Arezzo, soffi di vento che hanno svelato parte della bellezza del mondo. Lascio i Venti, i teatranti di Modena che lottano per il loro lavoro come pochi ho visto fare.

Ancora cercherò di aprire le mie ali piccole e di farmi sollevare dal soffio gagliardo dello Spirito. Fin dove s'incontrano i venti del nord, del sud. Dove le ali di quelli che voliono volare si sfiorano, nella vertigine del volo.

AUTOSTRADE E SENTIERI

....      Cercare l'energia in posti inconsueti è forse un modo facile per darsi la carica. Ma spesso è necessario lasciare per un po' le strade consuete: in fondo ogni strada già costruita è un percorso che altri, coi loro mezzi e le loro convenienze hanno realizzato.
Trovare la propria strada può essere difficile, non tanto per la difficoltà di scelta, ma per la mancanza di mezzi adegiuati a costruirla. Spesso vorremmo costruire un'autostrada per noi, perché le autostrade ci sembrano le strade più comode e sicure.
Così mi viene da pensare che in certi casi la mancanza di mezzi finisce con l'essere un bene. Immaginiamo se per ogni piccolo "spostamento" avessimo la possibilità di costruire una quattro corsie. Che spreco!
Usciamo dalle strade consuete, e cerchiamo di non farci imporre il tipo di percorso per muoverci.
Attraversare un  campo di grano o una distesa di girasoli ti mette in contatto con un tempo e un respiro che spesso ignoriamo.                                                                      
La paura di essere piccoli e inadeguati a un presunto standard, vola via, spazzata dal vento che ci accarezza, come le altre creature. Esistono le autostrade e i sentieri impercettibili che costruiamo coi nostri soli passi: vorrei percorrerli entrambi.