IN OGNI MOMENTO. In scena con Hairesis
Cercare sempre di controllare la propria azione, la reazione, la competenza, il movimento, la bellezza può paralizzare.
IMPARARE LA TRECCANI A MEMORIA recita il sottotitolo al blog...
Ma quando si va in scena si deve dimenticare tutta "la treccani" e ricrearla sul momento, nuova.
Stasera 28 gennaio alle ore 21.30 andrò in scena.
Hairesis-Auto da fè di una memoria
E' difficile dimenticare la treccani per me ora.
IN OGNI MOMENTO i suoi volumi mi stanno innanzi con tutta la conoscenza.
IN OGNI MOMENTO dovrò creare un QUI E ORA che della TRECCANI è solo un frammento.
L'ansia di voler concentrare il mondo in un punto può fare implodere.
L'ansia di voler dare tutta la vita in un gesto può paralizzare.
IN OGNI MOMENTO sulla scena può essere solo QUI E ORA.
UN QUI E ORA SEMPRE NUOVO.
STASERA LO VIVRò SULLA MIA PELLE.
Dovrò prendere l'ansia e la dovrò in ogni momento sciogliere in qualcosa di diverso.
Nel movimento dell'insetto della prima scena. Insetto o feto?
Nella paura dell'emozione dell'apprendista mascheraio.
Nella gioia carica di adrenalina della scena di Napoli...
Ma come si estrae l'oro dal piombo???
ALCHIMIA!
Stasera vedremo!
Mi sento di portare la Compagnia nel palmo delle mani, come quando devi contenere l'acqua per spegnere un principio di incendio.
Ma anche come quando custodisci qualcosa di prezioso e fragile.
VENITE E VEDRETE
Lo spettacolo del 17 a Messina ha partorito un gracile nuovo gruppo di teatro. Era necessaria la nascita di un nuovo essere teatrale? Non è giusto abortire!
Ora cercheremo di mettere in piedi la prima mini rassegna. Cicciotorre è un compagno di viaggio singolare, inconsueto, a tratti incredibile per la realtà messinese.
In certi momenti quando parlo con lui sento come il fermento di una primavera dormiente sotto la neve, ma che presto debba arrivare.
Fare Teatro a Messina, un cartellone di spettacoli "maivisti", una sorta di centro in cui far confluire esperienze diverse, collaborazioni, idee.....VENITE E VEDRETE mi viene di esclamare in certi momenti. Ma per ora è solo un sogno che mi si anima innanzi. IO VEDO. ACCADRà?
UN BAGNO DI TOMBA
Come diceva Neruda...a volte occorre, per purificarsi, per trovare le proprie reali dimensioni, fare un bagno di tomba.
"LA CITTà OLTRE LA LUCE", lo spettacolo forgiato con Ciccio Torre, è anche un po' questo. Prendere le spoglie di una città e metterle in un bagno di tomba: la città che è stata è il reale specchio della città che è ancora e che sarà. Uno specchio in cui si possono trovare continuità, fratture, mancanze...
LA CITTà OLTRE LA LUCE
SPETTACOLO TRATTO DALL'aNTOLOGIA DI sPOON rIVER E DINTORNI
martedì 17 gennaio, ore 21.30 al Guernica (di fronte alla chiesa dei Catalani)
ingresso se volete
E OSCURO
"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. E' un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima.
Allora tutte le idee che hanno fatto pulsare la nostra vita, i progetti, le ambizioni su cui abbiamo fondato la speranza del futuro, si strappano come se il vento le investisse, si aprono come se fossero nuvole, si dileguano come ceneri di nebbia, stracci di ciò che non fu e che non potrebbe essere stato. E dietro alla disfatta sorge, pura, la solitudine nera e implacabile del cielo deserto e stellato.
Il mistero della vita ci addolora e ci spaventa con tutti i suoi volti".
FeRnAnDO peSsoA? BeRNarDo SoaRes?
Il libro dell'inquietudine
Nessuna parola quando mi sento così.
Quando sento la consapevolezza delle cose che sono e la sento come una corteccia staccata di un albero che ancora resti attorno al tronco. Silenzio. Pessoa è lo scrittore.
SONO CHIARO E OSCURO
CHIARO
"Lì ero nelle notti comuni delle estati innumerevoli della terra, ero coetaneo del pianeta, uno della sua specie insonne". Erri De Luca . Tu, mio
Come posso spiegare il modo in cui m'immergo dentro Novara, il modo in cui m'accuccio nei suoi anfratti di vita? Dovrei avere le parole di uno scrittore, un modo di usarle da scrittore: fare pieni dei vuoti, far sentire la vertigine della pienezza, incastrare le frasi in modo da far accendere nel lettore le sensazioni volute. Non sono uno scrittore, le mie parole sono un'escrescenza.
Oggi abbiamo preparato per la processione la statua di Sant'Antonio Abate. Una tradizione che è da prima di me e in cui io sono. Mio padre mi ci ha portato da quando ero molto piccolo. La chiesa di Sant'Antonio si trova nel quartiere in cui lui è cresciuto.
Considero la mia semenza. Non darà in me il frutto consueto. Ma quando in me si sentirà un sapore, quello avrà una punta inconfondibile di ciò che sono stato prima di essere: una famiglia piantata in un pezzo di terra, in questo pezzo di terra. Una terra che non dà frutti, o ne dà pochi. Ma potrebbe. La sua semenza è sparsa per l'universo mondo, la sua semenza è congelata. C'è.
La terra di cui parlo è una porzione di questo paese, una parte lasciata alle erbe. Gli stolti hanno ridotto il paese ad un piccolo orticello monocolore. Lo pensano così. Ricco magari, ma come se fosse bi-dimensionale.
Considero la mia semenza. I frutti saranno inconsueti, ma il sapore (quando ci sarà, quando verrà sentito) avrà una parte di questa terra.


